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Diario di bordo

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LA CALABRIA BRUCIA. PROCLAMIAMO UN MESE DI LUTTO (E DI RIFLESSIONE) NAZIONALE (di Francesco Bevilacqua)

non credete che sia venuto il momento di riflettere seriamente sull'immensa catastrofe che sta accadendo, questa estate, in Calabria? Brucia il Pollino, brucia l'Orsomarso, brucia il golfo di Sant'Eufemia, la Costa degli Dei e l'intera costa tirrenica, brucia il Vallo del Crati, bruciano la Sila Greca, la Sila Grande, la Sila Piccola, brucia il Marchesato ed il promontorio di Capo Rizzuto, brucia ovunque la costa ionica, bruciano le Serre, brucia l'Aspromonte. Fatevi un giro in aereo o con un elicottero e vederete roghi ovungue. E noterete quanti fronti di fuoco sono ancora attivi dopo più un mese di incendi. L'intera Calabria è una pelle di leopardo. E nonostante questo, la vita, soprattutto quella futile e vacanziera, in questa regione, prosegue come se nulla fosse: feste, sagre, sballi, in una sorta di esorcismo collettivo. Ho visto personalmente il fuoco salire inesorabile dalla Valle del Lao e raggiungere Campolongo di Mormanno.Ho visto i casali cosentini e Cosenza ardere per giorni e giorni. Ho visto il disastro di Monte Paleparto. Ho visto l'intera costa fra Tropea e Capo Vaticano letteralmente martoriata sino alle case. Ho visto il Monte Mancuso assediato per giorni dal fuoco emanare una nube che pareva il fungo di un'esplosione nucleare. Ho visto le valli dell'Aspromonte fumare come vulcani. Più di metà del territorio della Calabria è stato percorso o interessato dal fuoco. E mentre la Calabria brucia, l'altra domenica ho visto una decina di operai forestali ...

DIARIO DI UN TREKKING SUL SENTIERO DEL BRIGANTE

Riceviamo e Pubblichiamo

E' il racconto di un viaggio a piedi tra l’Aspromonte e le Serre in compagnia di venti escursionisti di differente età e provenienza. Un trekking di sei giorni e di oltre cento chilometri nel cuore della Calabria meridionale. Un vero e proprio cammino intergenerazionale alla ricerca di cose materiali e immateriali seguendo le tracce di un itinerario, il Sentiero del Brigante. L’autore, prendendo spunto da pensieri frammentari appuntati durante i pochi momenti di riposo, racconta con autenticità e passione un’esperienza indimenticabile dalle inevitabili implicazioni umane. Ma non solo. Attingendo da una ricca bibliografia prova anche a condividere con i lettori una piccola parte dei tanti misteri e segreti che questa terra custodisce gelosamente. Un prezioso patrimonio di storia, cultura, tradizioni e natura ancora troppo poco valorizzato.

Nicola Casile DIARIO DI UN TREKKING SUL SENTIERO DEL BRIGANTE - Kaleidoneditrice

Una tranquilla giornata da climbers

Ci eravamo augurati un 2017 ricco di nuove emozionanti avventure. Cosa poteva esserci di meglio da fare il 2 di gennaio se non arrampicarsi a mani nude sulle pareti del Monte Consolino?

Smaltiti i fumi (ma ancora non i chili) delle feste prendiamo appuntamento con i ragazzi di Calabria Rock di Stilo. Incontro in pasticceria, ma solo per un caffè, e dopo pochi minuti di macchina raggiungiamo il parcheggio sulla sterrata che sale al Castello Normanno di Stilo. Giusto due tornanti.

Prendiamo l’attrezzatura dalle macchine e ci avviamo sul sentiero in mezzo al cipresseto. Costeggiando la nuda roccia superiamo i resti delle mura dell’ex convento dei Cappuccini, ed in una decina di minuti raggiungiamo il settore “Città del sole”.

La prima volta

È incredibile come un ricordo di quasi quaranta anni addietro torni così nitido nella memoria.

Da bambinetti il modo era tutto nella ‘ruga’, ‘u tornanti’ per l’esattezza. In estate eravamo almeno una quindicina di ragazzi, qualcuno più grande, qualcuno più piccolo. ‘U nucitu’ (il Noceto) era una estensione naturale della ruga. Quando ci stancavamo di giocare scalzi nell’asfalto torrido ce ne andavamo, sempre scalzi o al più con le ciabatte di plastica, nei boschetti di leccio.

Estate del 78. Come ricordo la data? Lo scopriremo più avanti.

I fratelli già adulti di alcuni amici decidono di salire al castello sul monte Consolino. Si mettono in macchina e raggiunto Stilo salgono per la comoda strada.

E noi, dagli otto ai quattordici-quindici anni per inciso, che facciamo? Ci andiamo anche noi. Ma a piedi, ...

Chi lascia la strada vecchia per la nuova...

Cosa succede se stai salendo al castello normanno sul monte Consolino e sul percorso incontri Marco?

Antefatto. Da qualche anno sulle pareti del Monte Consolino sono state attrezzate delle vie per l'arrampicata sportiva. Con molta sorpresa veniamo a sapere che c'è un gruppo di appassionati si riunisce ogni domenica per fare arrampicate, trovare ed attrezzare nuove vie, fare piccola manutenzione. Marco ed Enea sono di Stilo, Chiara di Pazzano, gli altri arrivano da ogni dove. Dopo un paio di appuntamenti mancati a causa nostra, Maria Laura ed io decidiamo di raggiungerli. Domenica scorsa, fugace colazione in piazza a Stilo, salutiamo Tania che ci preparerà tagliatelle ai fungi porcini per pranzo, e cominciamo a salire sperando di incontrarli. Telefoniamo a Marco: sta salendo anche lui verso il castello sul sentiero della Via Crucis. Lo raggiungiamo, sono le dieci. Ci presentiamo, e cominciamo a salire.

Vi ricordate la domanda in apertura? ...