Bivongi; Scorcio del centro storico

Nella valle dei mulini

Le caratteristiche geomorfologiche e climatiche della Calabria hanno reso questo territorio assai adatto allo sfruttamento delle sue acque da parte delle macchine. Nella vallata dello Stilaro sono stati contati ben 18 mulini idraulici, alcuni dei quali documentati a partire dal 1094.

Certamente molti impianti sono stati totalmente cancellati dalle ricorrenti disastrose alluvioni o, purtroppo, caduti in rovina per essere stati abbandonati dall'uomo o, addirittura, volontariamente distrutti per utilizzare i materiali di risulta o per far luogo a nuove coltivazioni.

A Bivongi, dei diciotto esistenti in zona, due mulini citati in un documento del 1094 sono stati recuperati nell'ambito del progetto dell'Ecoimuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria.

Sono il mulino cosiddetto “do Furnu”, con la vicina Ferriera Fieramosca, una delle più interessanti testimonianze di archeologia industriale del comprensorio e il mulino "do Regnanti" entrambi del tipo "greco" o "Scandinavo", per la posizione della ruota palmata posta orizzontalmente alle macine. 

I mulini della zona, testimoniano la presenza di una fiorente attività agricola in questa estrema provincia dell’Impero d’Oriente. 

Il Borgo della longevità

e l’elisir dell’immortalità non esiste, esiste però una certa predisposizione alla longevità. Record tutto calabrese grazie a Bivongi. L’antico borgo del reggino è sempre più meta di studiosi ed esperti a lavoro per tentare di scoprire il segreto della lunga vita. Negli ultimi 5 anni Bivongi ha vantato ben 14 centenari e oltre 40 persone hanno oltrepassato i 90 anni accingendosi a soffiare sul 100 candeline.

Nel Borgo della Longevità il soggiorno diventa esperienza, a stretto contatto con la comunità locale, ricca di tradizioni e dal profondo senso spirituale. L’area interessata dal progetto “Paese Albergo” coincide con il centro storico di Bivongi, nel cuore della Vallata dello Stilaro. Le camere ed appartamenti, sono stati ricavati negli edifici storici del borgo secondo un modello di ospitalità diffusa. Le attività da svolgere durante la permanenza spaziano dall'escursionismo ai percorsi enogastronomici ed  itinerari spirituali ed includono confronti sociali con i centenari del borgo.

Ai bivongesi piace raccontare che i loro vecchi non vanno mai in pensione e lavorano sempre, specie nei campi. Studiosi e ricercatori  cercano di capire quale sia l'elisir di lunga vita della gente che lo abita. Gli anziani del borgo mostrano un bicchiere di vino, che alcuni bevono da tutta la vita senza aver mai toccato l’acqua. E’ quello, dicono, il segreto nascosto nel loro sangue.

Il paese di Mamma Nostra

Bivongi, cittadina che giace ai piedi del monte Consolino e si stende fino a lambire le acque dello Stilaro, è circondata da colline coperte di lussureggianti vigneti e di verdi ulivi che, con i loro prodotti formano il benessere della maggior parte dei cittadini. Essa ebbe origine verso il 1090.

Ben presto i Bivongesi si distinsero per onestà di vita, attaccamento alla Religione e laboriosità. Ridussero quei luoghi selvaggi e pietrosi in ameni giardini e contesero ai due torrenti Melodare e Stilaro anche il loro letto, trasformandolo in lunghe strisce verdeggianti di varie colture.

D’ingegno aperto e facile diedero il loro contributo nei vari campi del sapere, in Bivongi non mancarono mai persone che alla grande bontà di mente unirono maggior bontà di cuore. La nostra cittadina va giustamente orgogliosa di aver dato i natali al pittore Tommaso Martini. Bivongi è inoltre lieta dl poter contribuire alla sanità pubblica, poiché nelle vicinanze, in contrada “acque Sante” scaturiscono acque minerali, con cui si curano gli ammalati di reumatismo, di scrofolosi e di altre malattie. Offre nei suoi monti depositi di limonite, di molibideno, di marmo verde, di marmo venato in rosso e in nero e di piombo argentifero. V’è una contrada chiamata Argentiera ed esistono ancora i ruderi dei forni necessari per la scomposizione dei minerali misti ed. il raffinamento dei singoli metalli.

In questo tempio ebbe origine e si sviluppò il culto a Maria SS. Mamma Nostra.

Il paese di Mamma Nostra - Arciprete Giovanni Raspa

Bivongi, nella valle dello Stilaro

Bivongi è posizionato alle falde del Monte Consolino, stretto tra il monte e la fiumara Stilaro. Fin dalla sua nascita, la limitatezza del territorio ha fatto sì che si sviluppasse in altezza. Nel centro storico di Bivongi le case hanno 4, a volte 5 piani. Una camera ogni piano, collegate da scale, molto spesso esterne che caratterizzano la parte più antica. Le case sono addossate le une alle altre, in mezzo strette viuzze “i viniadi”. Non mancano palazzi più grandi, appartenuti però a proprietari terrieri: feudo della Certosa di Serra San Bruno, Bivongi non aveva “nobili” nel senso stretto della parola.

Le prime testimonianze di Bivongi risalgono al 1094, quando il casale è stato donato dai Normanni proprio alla Certosa. Seguirono otto secoli in cui la storia di Bivongi restò slegata da quella degli altri casali della vallata, che invece facevano parte della “Contea di Stilo”.

La distanza tra Serra San Bruno e Bivongi ha permesso di avere ai bivongesi una certa autonomia. L’Abbate veniva solo una volta l’anno per incassare i tributi e dirimere le questioni più importanti. Nell’occasione si teneva un grande mercato, che oggi viene rievocato in estate con la manifestazione del “Mercato della Badia” durante la quale riaprono le botteghe artigiane, si rievocano gli antichi mestieri, si espone artigianato artistico, e si assaggiano i piatti tipici della tradizione bivongese accompagnati dalla degustazione degli squisiti vini.

Il vino di Bivongi, da sempre apprezzato nel circondario, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata. Ma nelle colline circostanti si produce anche un ottimo olio di oliva. La vite e l’ulivo rimangono le principali coltivazioni, dopo che la coltivazione del gelso è stata abbandonata. Le foglie di gelso servivano a nutrire i bachi da seta: Bivongi è stata fino al 1940 uno dei principali produttori di bozzoli della regione.

I bivongesi sono molto legati al culto della Madonna che assume il titolo di “Mamma Nostra”. In migliaia ritornano per la festa che si tiene la seconda domenica di settembre. 

Bivongi; Festa di Mamma Nostra
Bivongi; Festa di Mamma Nostra
Bivongi; Piazza del Popolo addobbata per Natale
Bivongi; Piazza del Popolo addobbata per Natale
Bivongi; Case diroccate nel centro storico
Bivongi; Case diroccate nel centro storico
Bivongi; Santuario di Mamma Nostra, statua lignea dell'Immacolata
Bivongi; Santuario di Mamma Nostra, statua lignea dell'Immacolata
Bivongi; Panorama
Bivongi; Panorama
Bivongi: Telaio a mano
Bivongi: Telaio a mano
Bivongi; Panorama
Bivongi; Ponte Vina
Bivongi; Scorcio del centro storico
Bivongi; Artigianato del legno (foto Ivan leotta)
Bivongi; Panorama
Bivongi; Produzione dell'olio
Bivongi; Mercato della Badia
Bivongi; Mercato della Badia
Bivongi; Mercato della Badia
Petrizzi; Tommaso Martini, Madonna del Carmine (1722), Chiesa della SS. Trinità
Bivongi; Mercato della Badia