Marmarico (Bivongi), Interno dell'ex centrale del Marmarico

Cascata del Marmarico e centrale "Gùrna da' Coddàra"

Poco dopo la confluenza del rio Chiesa Vecchia con il rio Freddo, nei piani della Ferdinandea, il fiume Stilaro affronta il vallone Folea con una serie di salti d’acqua e si precipita a valle formando la spettacolari cascate del Marmarico. La cascata è formata da tre salti in successione, e termina in un laghetto dove in estate è possibile fare il bagno nelle acque gelide. Più in basso si ha una serie infinita di cascatelle e “gurne” fino alla confluenza col torrente Ruggero, che in un vallone adiacente, affronta lo stesso dislivello.

Lo scenario che accoglie il visitatore dipende dalla stagione.

In inverno, col fiume in piena è impossibile arrivare alla base della cascata, sia per la necessità di attraversare il fiume, sia per gli spruzzi causati dalla cascata, che finissimi si spandono per diverse decine di metri a valle. In questo periodo la parte più alta delle cascate è visibile ad occhio nudo da Pazzano e dalla strada che sale a monte Stella.

In estate l’acqua è scarsa, e la cascata si può risalire fino alla base del primo salto, aggirando i due laghetti sottostanti. Laghetti che offrono refrigerio ai visitatori più temerari, per via dell’acqua gelida. In estate si ha anche il maggiore afflusso di visitatori.

Il periodo migliore per la visita è la primavera, quando il fiume mantiene una discreta portata di acqua e se si è fortunati si può essere padroni assoluti della cascata, e godere dello splendido spettacolo della natura che si risveglia.

In autunno, anche se l’acqua può essere ancora scarsa nella cascata, il panorama è splendido durante il percorso per via delle innumerevoli sfumature di colori che assumono i boschi in questa stagione.

Si arriva alla cascata attraverso la strada dell’acquedotto, asfaltata e percorribile senza grosse difficoltà fino al bivio per i Bagni di Guida. Da qui in poi è necessario proseguire a piedi. Partendo da Bivongi è possibile farsi accompagnare in fuoristrada fino alla fine della strada dell’acquedotto, ma poi occorre continuare comunque a piedi.

Spettacolare, ma non per tutti, è il precorso su un sentiero non tracciato, che risale il fiume partendo dal parco N. Green, passando per Bagni di Guida, per l’ex Centrale Marmarico. Alle cascate si può anche arrivare da Ferdinandea, scendendo su una antica mulattiera. Da questo percorso si ha una spettacolare vista delle cascate dall’alto.

Per sfruttare il dislivello presente tra i piani del Bosco di Stilo ed il tranquillo alveo dello Stilaro, (quasi di seicento metri), è stato realizzato, dalla Società Immobiliare Calabra di Torino, l’impianto idroelettrico del Marmarico (più propriamente “da Gurna da Coddara).

L’ardito impianto, realizzato a partire dal 1926, è rimasto in funzione fino alla fine del 1972, quando un'alluvione danneggiò parte della condotta forzata.

Sostanzialmente l’impianto consisteva in due derivazioni, una sullo Stilaro, nei pressi della Ferdinandea, ed una sul torrente Ruggero. Le due condotte si univano in località Vertice 11 e da qui partiva la condotta forzata vera e propria, che dopo un salto di 565 metri, finiva nella Centrale del Marmarico, poco a valle della confluenza dei due torrenti.

La centrale e l'alluvione del '73

La mattina del primo gennaio del ‘73 era uscito finalmente il sole dopo tre giorni e quattro notti di pioggia. Presi la mia seicento e mi avviai verso Vertice 11 dove c'era mio padre.

[Durante il viaggio] passando nei piani di Monte Campanaro sembrava di essere nel mare. Alla galleria l’acqua del ruscello saltava fin sopra al cofano della macchina. A Ferdinandea la tempesta aveva spazzato via i muri a secco. Giunsi finalmente a Vertice 11, da mio padre, ero salvo.

Mi avviai quindi verso la centrale per verificare che la tempesta non l’avesse spazzata, facendo il solito percorso. Circa all'altezza della cascata vidi che la condotta si era piegata, a causa di un cedimento del terreno, ma era ancora integra. Scendendo più in basso scorsi la centrale tutta intera, per fortuna.

Arrivato alla centrale, trovo [uno dei due operai di turno che non avevano avuto il cambio, e di cui non si avevano notizie dall'inizio dell’alluvione] che aveva acceso un fuoco per scaldarsi. L'altro era andato a verificare che il ponte sul torrente Sant'Ilario fosse ancora integro.

Presi allora il “rapportino” da consegnare agli uffici a Ferdinandea e mi accinsi a risalire. Incontrai allora il collega che stava tornando in centrale e che mi chiese: “Coniglio! Che cosa è successo là sopra?”. Dalla sua posizione, era riuscito a vedere il giudizio [universale] prodotto dalla rottura della condotta nel punto in cui si era deformata.

Era allora necessario risalire fino a Vertice 11 e chiudere la saracinesca principale. Ma tutti i sentieri e la mulattiera erano invasi dall'acqua che sembrava sgorgare anche dalla nuda roccia, per cui fui costretto a fare un giro molto più lungo. Finalmente arrivai a Vertice 11, sudato e per la fatica e per la paura...

Il mio compito era terminato e,  così, anche il mio lavoro per la SIC.

Testimonianza resa da Vincenzo Coniglio, ex guardacondotte.

Sul "Sentiero del Brigante"

Il sentiero del Brigante è un sentiero escursionistico che parte da Gambarie , in Aspromonte e termina a Stilo, Pazzano e Serra San Bruno nelle Serre calabresi suddiviso in 9 tappe creato dal GEA (Gruppo Escursionisti d'Aspromonte) nel 1989 e completato l'anno successivo. Si può percorrere anche in 9 giorni con 5 ore di cammino al giorno.

Il nome nasce dal fatto che fu una strada percorsa in passato da numerosi briganti tra cui: Nino Martino, Giuseppe Musolino, la banda Mittica, bizzarro e Giuseppe Pronestì il brigante Sonnino.

Il sentiero del Brigante è un itinerario tematico di lunga percorrenza che, sviluppandosi all'interno di due aree protette, il Parco nazionale d'Aspromonte ed il Parco delle Serre, rappresenta un'importante risorsa per il turismo e quindi per lo sviluppo del territorio.

La nona tappa, dalla Ferdinandea a Bivongi, Pazzano e Stilo, passa prima per Vertice 11, seguendo la condotta dell'ex centrale idroelettrica del Marmarico, dopo di che segue il percorso dell'ardita condotta forzata, fino a raggiungere la centrale, oltre 600 metri più in basso. Dalla centrale, nella stagione estiva si può ridiscendere lo Stilaro fino a Bivongi. Altrimenti occorre risalire per un sentiero fino alla carraia dell'acquedotto, e poi proseguire su questa fino a Bivongi.

Dal sentiero si ha una vista panoramica sulla cascata del Marmarico. Una piccola deviazione porta alla base delle cascate.

La cascata del Marmarico "Meraviglia d'Italia"

Il fiume Stilaro nasce dal monte Pecoraro a circa 1300 metri di quota e dopo pochi chilometri sfocia nel mare Jonio. Nel tratto compreso tra i piani della Ferdinandea e la confluenza del suo principale affluente, il torrente Ruggero, affronta un dislivello di oltre 550 metri in un percorso di circa 4 chilometri. 

In mezzo, con tre salti consecutivi, si trovano le cascate del Marmarico con una altezza totale di 114 m, le più alte dell’appennino meridionale. Alla base degli ultimi due salti vi sono due laghetti dalle acque gelide, ma non mancano i bagnanti che vi trovano ristoro nei mesi estivi.

Dal centro abitato di Bivongi è raggiungibile dopo un percorso sterrato fa fare in fuoristrada ed un breve tratto a piedi (circa 15 minuti) in mezzo ai boschi, costeggiando il corso del fiume Stilaro. Si giunge in una radura dove un laghetto, formato dal salto della cascata accoglie i visitatori.

La “Cascata del Marmarico” di Bivongi ha ottenuto, il 6 settembre 2011, il riconoscimento di “Meraviglia Italiana”. Meraviglia Italiana è un’’iniziativa di carattere turistico-culturale, nata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che premia mille meraviglie italiane. Il focus principale del progetto è quello di realizzare un itinerario con un alto impatto storico culturale, attraverso la selezione  tra siti paesaggistici e manifestazioni di carattere culturale.

Centrale del Marmarico
Centrale del Marmarico
Laghetto nei pressi della cascata del Marmarico
Laghetto nei pressi della cascata del Marmarico
Panoramica sulla cascata del Marmarico
Panoramica sulla cascata del Marmarico
Centrale del Marmarico
Centrale del Marmarico
Centrale Marmarico,interno
Centrale Marmarico,interno
Centrale Marmarico
Cascata del Marmarico
Cascata del Marmarico
Cascata del Marmarico
Centrale Marmarico;particolare di un alternatore
Centrale Marmarico;particolare turbina Pelton