Monasterace; Tempio Dorico nel parco archeologico di Kaulon

KAULONIA la città dell’amazzone Clete

La leggenda risale a fonti del IV sec. a.C. Narra della remota presenza sul posto dell’amazzone Clete, la nutrice di Pentesilea, regina delle Amazzoni. La donna-guerriero sarebbe qui approdata dopo la guerra di Troia quando, morta in battaglia la sua regina e deciso il rientro in patria, finì con la sua nave alla deriva sulle coste dell’Italia Meridionale a causa di una tempesta. 

Qui Clete sarebbe vissuta allorché vi giunsero greci reduci anch’essi da Troia e successivamente i coloni achei condotti da Tifone di Aegium, sbarcati in questo tratto di costa della Calabria (l’antico Bruzio), presso il promontorio Cocynthus (oggi Punta Stilo). 

La leggenda vuole che i Crotoniati, giunti a sostegno degli Achei, distrussero il regno di Clete, il cui figlio, Caulon, unico sopravvissuto alla strage, riedificò la città che chiamò, dal proprio nome, diventandone così l’eroe eponimo. 

Le origini di Kaulon

 

Le fonti ufficiali  considerano gli Achei i veri fondatori, nel VIII sec. a.C., della città poi finita nell'area di influenza di Crotone. 

La città era limitata a sud dal fiume Sagra, sulle cui rive si svolse la famosa Battaglia del Sagra, in cui Kaulonia alleata con Crotone fu sconfitta da Locri Epizefiri e Rhegion (Reggio). 

Dopo la rivoluzione antipitagorica della metà del sec. V a. C., Caulonia  si costituì in stato indipendente, ma anche allora seguitò a vivere all’ombra di Crotone, con la quale e con Sibari dette vita, verso la fine del sec. IV, alla Lega Achea, trasformata in Lega Italiota, a difesa contro i Lucani e, poco dopo, contro Dionisio il Vecchio di Siracusa. 

Dopo la vittoria sugli Italioti presso il fiume Elleporo (389 a. C.), Dionisio però mise in scacco la città e ne affidò il territorio ai Locresi, deportandone gli abitanti a Siracusa e concedendo loro la cittadinanza esentandoli dai tributi per cinque anni. 

La città risorse col crollo dell’impero di Dionisio, ma più tardi finì nelle mani di Reggio, da cui si liberò con l’aiuto dei Romani (270 a. C.). Durante la seconda Guerra Punica era ormai ridotta a un villaggio e al tempo di Plinio il Vecchio (I° sec. d.C.) ne restavano solo le rovine.

“La sala dei draghi e dei delfini”

Nel 2013 è stato rivelato il più grande ed articolato mosaico ellenistico dell’intera Magna Grecia. 

Lo scavo di Casamatta già l’anno prima aveva portato alla scoperta di un mosaico raffigurante un drago, un rosone e sei riquadri con motivi floreali. I lavori, coordinati dall’archeologo Francesco Cuteri, hanno portato alla luce nuovi riquadri raffiguranti delfini e draghi, che completano la pavimentazione a mosaico della sala termale (ambiente ribattezzato “La sala dei draghi e dei delfini”). 

L’ambiente si estende su una superficie di circa 30 metri quadrati. La cronologia dei mosaici oscilla tra la fine del IV ed i primi decenni del III secolo avanti Cristo.

"Sono mostri che si fronteggiano ma non si combattono, delfino e drago, ma subito dopo un rosone troviamo un Ippocampo con un delfino sugli altri lati. Il drago è un guardiano del male e il delfino è legato ad Apollo e Dioniso, quindi sacro e compagno di viaggio. Indica il viaggio nelle traversate della vita e in quella finale oltre la vita terrena. L’Ippocampo, invece, simboleggia la liberazione, dalla gabbia corpo, dell’elemento anima".

Il parco archeologico dell'antica Kaulon

L'archeologo Paolo Orsi, dedicò tre lunghe campagne (1912, 1913 e 1915), allo scavo dei resti di un monumentale tempio dorico in località Punta Stilo (l’antico Capo Cocinto), la scoperta del Tempio dorico di Punta Stilo  fu fatta nel 1911 su indicazione del Marchese A. Lucifero.  

Orsi, ne disegnò il vincolo di tutela su questo monumento, vincolo che il Soprintendente Alfonso De Franciscis nel 1957 estese a tutta la Polis di Kaulonia. 

Negli anni ’60 fu rinvenuta la Casa del Drago, all'interno di un’abitazione considera di lusso. Denominata così per una pavimentazione con disegnato un drago marino policromo. L’opera detta DRAKON è di estremo interesse archeologico ed artistico. L'uso di lamine di piombo a scandire particolari altrimenti poco distinguibili permette di datare il mosaico al III sec. a.C. e di considerarlo uno dei più antichi mosaici sinora rinvenuti in Calabria. 

A partire dagli anni ‘80 diverse Università ed archeologi, hanno condotto diverse campagne di scavo. Unarea d'interesse fu quella del Complesso Casamatta, corrispondente all'ubicazione di un ambiente termale monumentale del IV sec. a.C. ribattezzato Terme di Nannon, dal nome dell’architetto che le ha costruite o di altro personaggio. 

L'ambiente più importante "La sala dei Draghi e dei Delfini", databile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a. C. Uno dei più grandi mosaici ellenistici di Magna Grecia, con una estensione di circa 30 metri quadrati. 

Le indagini dell’ultimo decennio, hanno interessato quasi esclusivamente il fronte a mare della città, dove nell'area settentrionale dell’abitato, denominata S. Marco Nord-Est, la Casa del Personaggio Grottesco dalla matrice rinvenuta nell'ambiente α, costituita da due ampi vani aperti su un grande cortile. Da qui provengono suppellettili domestiche ed ornamenti architettonici che sembrano alludere all'alto livello sociale dei proprietari e che testimoniano il pieno inserimento della città nei principali circuiti commerciali dell’epoca. 

Da circa vent'anni, inoltre, la Soprintendenza archeologica della Calabria, con la collaborazione di S. Mariottini e dell’Associazione “Kodros” esegue sistematiche indagini subacquee in un tratto di mare ionico antistante Monasterace Marina. Le ricerche hanno messo in evidenza un complesso archeologico, il  Tempio sommerso dell’Antica Kaulonia, noto precedentemente solo in minima parte.

Su Kaulon si sono raccolti migliaia di reperti che sono custoditi nel Museo Nazionale di Reggio Calabria e nel Museo  archeologico di Monasterace Marina nei pressi del Tempio Dorico.

Tra i reperti una nota particolare alle monete. Kaulon è stata la prima al mondo a coniare monete in argento. I ritrovamenti confermano anche una eccellente manufattura. L'argento per il conio veniva estratto nella vallata dello Stilaro, nei pressi di Bivongi.

Visita guidata al Museo Archeologico di Monasterace e Kaulon, Medambiente Bivongi, 9 maggio 2015
Visita guidata al Museo Archeologico di Monasterace e Kaulon, Medambiente Bivongi, 9 maggio 2015
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Faro di Punta Stilo
Monasterace; Faro di Punta Stilo
Monasterace; Tempio dorico nel parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon. Scavi archeologici alla Casamatta
Monasterace; Parco Archeologico di Kaulon. Scavi archeologici alla Casamatta
Visita guidata al Museo Archeologico di Monasterace e Kaulon, Medambiente Bivongi, 9 maggio 2015
Visita guidata al Museo Archeologico di Monasterace e Kaulon, Medambiente Bivongi, 9 maggio 2015
Visita guidata al Museo Archeologico di Monasterace e Kaulon, Medambiente Bivongi, 9 maggio 2015