Pazzano; Fontana dei Minatori (Fontana Vecchia)

Il ferro nel 1900

Tra il 1880, ed il 1893, numerose aziende industriali, tra cui la Soc. Mineraria Montecatini, dimostrarono un certo interesse per le miniere del circondario, ed effettuarono analisi sui minerali ferrosi di Pazzano, ma nulla di pratico sortì da quelle iniziative.

Nel 1917 il Comune di Pazzano, delibera di dare in concessione per 50 anni, "lo sfruttamento dei giacimenti minerari di qualsiasi specie esistente nel damanio del comune stesso" al Cav. Alessandro Casini, cui subentrò nel 1921 la società genovese "Miniera di Pazzano". Detta società, lascia trascorrere inutilmente i sei mesi previsti dal contratto e il Comune, revoca la concessione ed inizia trattative con un' altra società.

La Società "Miniera Pazzano", propone un accordo bonario, aumentando i prezzi pattuiti in precedenza. L 'Amministrazione, accetta, ma nello stesso anno la predetta Società, cede in sub-appalto le miniere, e a prezzi maggiorati, alla Montecatini, per un periodo di circa un anno. La Montecatini, inizia i lavori, estrae ed avvia ai suoi stabilimenti, 3-4.000 tonnellate di minerale, ma terminato il periodo contrattuale, cessa definitivamente i lavori. 

Nel 1948 venne costituito il Centro Studi Silani del C.N.R., il quale studiò il solo aspetto geologico della Regione senza mai effettuare ricerche minerarie. Nel 1951, la società "La Mineraria Calabra, nata da un accordo tra la Montecatini e l'ente di valorizzazione della Sila, per motivi che rimangono ancor oggi oscuri, non inizia neanche la fase di studio.

La festa bizantina del SS Salvatore

Il culto del SS Salvatore è antichissimo tanto da risalire al tempo dei Greci come lo accertano alcune chiese intitolate della "Divina Sapienza", appellativo con cui gli stessi ellenici solevano individuare il Santissimo Salvatore. Le festività esterne legate al culto del Santissimo Salvatore, nelle forme derivate dai riti greco-bizantini prima e cattolico-occidentali dopo, hanno luogo da tempo immemorabile. 

Dal X al XV secolo in occasione di tali festività sicuramente si venerava qualche icona dipinta da qualche monaco aghiorita. Celebrata per tutto il Settecento e buona parte dell’Ottocento nel giorno della solennità della Sua Trasfigurazione (6 agosto), la festa del Santissimo Salvatore, fu stabilita in data fissa nella prima domenica di agosto. 

Detto culto, in primis, fu particolarmente potenziato dai Bizantini, autori di una figura del "Cristo Pantocrator" tramandataci sulla volta dell’abside centrale della Cattolica di Stilo. In seguito alla dominazione saracena, i Normanni rinnovarono il culto al Santissimo Salvatore anche nella vallata dello Stilaro. 

Sotto le dinastie angioina ed aragonese, il culto venne ulteriormente incrementato tanto che nel Cinquecento, signori del luogo, fecero erigere una cappellanìa di cui si è persa ogni traccia. Intorno al Settecento il culto del Salvatore è ancora particolarmente vivo come lo testimonia la straordinaria statua lignea, a tutto tondo, creata nel 1797 da Vincenzo Scrivo (noto scultore Serrese); per arrivare poi all’Ottocento, periodo in cui la patrizia Famiglia dei Filocamo fece costruire una Cappella nel cuore del centro abitato, sulle pendici del Consolino.

Colonia penale per i "damnati ad metalla"

Con la locuzione damnatio ad metalla, che tradotta letteralmente significa "condanna ai metalli" (cioè, alle miniere), si indica la condanna ai lavori forzati perpetui, in particolare in miniera, largamente irrogata nell'antica Roma. Forme analoghe di questa condanna si riferivano ai lavori forzati in altre opere pubbliche, che tenevano conto di specifiche realtà ed esigenze locali, e si avevano pertanto condanne ad esempio "ad salinas" o ad altri simili "campi" di lavoro.

Era in realtà una temuta forma di esercizio di schiavitù, cui si riducevano criminali pericolosi e molti martiri cristiani, stanti anche le condizioni di vita dei condannati, destinati in genere a una breve e dolorosa sopravvivenza. Ne scrisse, ad esempio, Diodoro Siculo in termini di "inferno in Terra".

I Romani istituirono presso le miniere già esistenti della vallata dello Stilaro, una colonia penale per i “damnati ad metalla”, ricordata da Cassiodoro. Da qui sembra abbia avuto origine l'abitato di Pazzano.

50 Italian lira 1955 (1)

Pazzano, tra i monti Stella e Consolino

Pazzano è un piccolo paese nella Vallata dello Stilaro situato tra il Monte Consolino e il Monte Mammicomito. Le sue origini, come agglomerato urbano, risalgono molto probabilmente all'epoca dei Romani i quali avevano insediato una colonia penale e sfruttavano i condannati facendoli lavorare nelle miniere di pirite e limonite presenti nel territorio.

I Borboni nel 1500 circa trasformarono Pazzano ed i territori adiacenti nel loro più importante centro minerario, infatti dalle viscere del Monte Stella e del Monte Consolino estraevano i minerali per alimentare le ferriere di Mongiana e Ferdinandea.

L'attività estrattiva si protrasse fino al 1900 quando i Savoia rivolsero i loro interessi verso altre fonti più redditizie.

Negli anni cinquanta, dopo la seconda guerra mondiale la Società Breda tentò di riavviare l'attività estrattiva,ma tutto si spense a seguito della nascita della Comunità Europea del carbone e dell'acciaio.

I monumenti più importanti presenti sul territorio sono,l'eremo Basiliano di Monte stella (Vili sec.) e la fontana dei minatori (XVIII sec.). Nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo sono conservati pregevoli statue lignee, tra esse quella del “Salvatore” opera della bottega serrese degli Scrivo, una tela del XIX secolo del Frangipane e 4 tele di inizio XX secolo raffiguranti gli Evangelisti
Nel 1995 nella zona "grotte" a seguito di alcuni scavi, è stata scoperta la cupola di un tempietto che la sopraintendenza del Museo di Reggio Calabria ha catalogato come appartenente ad un tempietto Bizantino Triabisidato.

Pazzano; festa del SS. Salvatore (foto Matteo Bova)
Pazzano; festa del SS. Salvatore (foto Matteo Bova)
Pazzano; Bocca di miniera
Pazzano; Bocca di miniera
Pazzano; Panorama da Monte Stella
Pazzano; Panorama da Monte Stella
Pazzano; Fontana dei minatori (fontana Vecchia)
Pazzano; Fontana dei minatori (fontana Vecchia)
Pazzano; Mulino Vrisa; Itinerario Monte Stella e santuario di S. Maria della Stella
Pazzano; Mulino Vrisa; Itinerario Monte Stella e santuario di S. Maria della Stella
Pazzano; Edicola votiva
Pazzano; Panorama