San Giovanni (Bivongi); Monastero ortodosso di S. Giovanni Therestis

Il santo "Mietitore"

Durante un'incursione saracena sulle coste della Calabria, il padre venne ucciso e la madre, incinta di lui, condotta come schiava a Palermo; ivi partorì il bambino, che crebbe in ambiente musulmano, ma nella fede cristiana. All'età di 14 anni la madre lo invitò a fuggire verso il suo paese natio. Una volta approdate a Monasterace, gli abitanti, vedendolo vestito da moro, lo condussero presso il vescovo Giovanni, che lo interrogò per sapere di dove fosse e cosa cercasse. Il ragazzo rispose che chiedeva il battesimo, ma il vescovo lo sottopose a dure prove prima di conferirglielo, imponendogli il proprio nome.

Volendo visitare presso Monasterace un cavaliere che aveva provveduto al vitto del monastero, nel mese di giugno, al tempo della mietitura, prese con sé un fiaschetto di vino e una ciambella. Giunto presso i campi, offrì ai contadini il pane e il vino. Un furioso temporale si abbatté su di loro, rischiando di distruggere il raccolto, ma la preghiera intensa di Giovanni fece sì che il grano fosse mietuto e raccolto in covoni. Questo e altri episodi testimonianti l'aiuto soccorrevole ai contadini, gli valsero l'appellativo di Therìstis, cioè mietitore. Il padrone dei campi, colpito dall'accaduto, li donò al monastero.

Giovanni morì nel 1054 e venne sepolto nel monastero San Giovanni Therestis: in seguito alla chiusura del monastero “vecchio”, le spoglie furono trasferite a Stilo nel “nuovo” monastero di San Giovanni.

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La Grancia della Certosa e la "via Randa"

Il monastero Basiliano dei SS. Apostoli sembra nascere verso l'anno 1087unitamente alla fondazione del centro abitato di Bivongi.

Successivamente, con diploma dell'anno 1096, il monastero è stato donato da Ruggero il normanno, all'Eremo di "Santo Stefano del bosco" (certosa di Serra San Bruno); tale donazione consentiva ai monaci certosini di Serra S. Bruno di esercitare il controllo religioso ed economico dei territori del circondario.

In effetti la nascita del monastero è da attribuire alla necessità di instaurare una presenza cattolica in una isola di cristianità greco-ortodossa.

La grancia si trova in una posizione strategica, su un colle, sulla via di collegamento tra la costa e l’entroterra. La cosiddetta “via Randa”, via grande, la collegava a Serra San Bruno, da dove i monaci Certosini esercitavano la loro giurisdizione su Bivongi.

La via Randa oltre a costituire un collegamento con le zone ancora coltivate, è un interessante percorso di trekking (percorribile anche in bicicletta o a cavallo), che, dopo una ripida salita iniziale, attraversa i piani di San Salvatore per arrivare a Monte Cucolia, quindi a Ferdinandea, ed a Serra San Bruno.

La dipendenza da Bivongi dai certosini ebbe termine, di diritto e di fatto, in seguito al rovinoso terremoto del 1783, ma anche per l'effetto degli avvenimenti politici che portarono i francesi nel Napoletano.

L'olio e il vino Bivongi DOC

Le colline intorno a Bivongi sono state da sempre intensamente coltivate. Anche le zone che oggi appaiono boscate, ad un esame più attento, rivelano terrazzamenti e canali di irrigazione che lo testimoniano. Le forti emigrazioni dovute per lo più alle alluvioni degli anni ’50 hanno portato all'abbandono delle campagne.

Le colture più sviluppate erano sicuramente la vite, l’ulivo ed il gelso. Mentre quest’ultima è stata definitivamente abbandonata quanto è terminato l’allevamento del baco da seta, ulivo e vite continuano a prosperare.

Da alcuni decenni si produce un ottimo olio, essendo cambiati i metodi di raccolta che oggi privilegiano la qualità dell’olio rispetto alla quantità. L’olio che si ottiene non ha la qualifica di “extravergine” solo per la mancanza della certificazione delle procedure di produzione e di analisi del prodotto finale.

Al contrario, il vino di Bivongi, conosciuto ed apprezzato da sempre, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata dal 1996. I vini “rosso, bianco, rosato, riserva, novello” DOC Bivongi sono prodotti da uve “prodotte nella zona di produzione che comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di Bivongi, Camini, Caulonia, Monasterace, Pazzano, Placanica, Riace, Stignano, Stilo in provincia di Reggio Calabria e Guardavalle in provincia di Catanzaro”.

Punti di interesse in zona San Giovanni

Monastero di San Giovanni e Grancia SS Apostoli

 

Nelle campagne apparentemente in mezzo al nulla, sulla striscia di terra che fa da spartiacque tra le fiumare Assi e Stilaro, sorse nel XI secolo un monastero bizantino, successivamente intitolato a San Giovanni Therestis, vissuto nella vallata dello Stilaro nel IX secolo. Esso si sviluppò in periodo normanno come uno dei più importanti monasteri basiliani nel Meridione d'Italia e mantenne splendore e ricchezza sino al XV secolo. I suoi monaci erano molto dotti e possedeva una vasta biblioteca e ricchi tesori.

Il monastero cominciò a conoscere in seguito fasi di declino, come tutti i monasteri greci della zona, finché nel 1662, dopo che una banda di briganti aveva creato molte difficoltà al monastero, i monaci lo abbandonarono definitivamente per trasferirsi nel convento più grande di San Giovanni Therestis fuori le mura a Stilo, dove furono portate le reliquie di San Giovanni Therestis e dei Santi asceti Nicola e Ambrogio.

Costruita nella seconda metà dell'XI secolo, la basilica costituisce una chiara testimonianza architettonica di transizione dall'epoca bizantina a quella latina.

Al di là del torrente Cellia, si trovano i resti della Grancia dei SS Apostoli. Realizzata intorno al 1050, con diploma dell'anno 1096, la grancia è stata donata da Ruggero il normanno, all'Eremo di "Santo Stefano del bosco" per consentire ai monaci certosini di Serra S. Bruno di esercitare il controllo religioso ed economico dei territori del circondario.

Entrambi si trovano su quella che doveva essere la via di comunicazione, che partendo da Kaulon, sulla costa Jonica, portava prima a Serra San Bruno e quindi sulla costa tirrenica. Di questa via rimane il tratto che dai SS apostoli porta a Ferdinandea e Serra san Bruno, ed una seconda via che parte da S. Giovanni e si innesta sulla prima. Entrambe si snodano tra coltivi di uliveti e vigneti nel tratto in collina, per poi arrivare alle quote di montagna attraversando boschi di leccio e di faggio.

San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
Apostoli (Bivongi); Vigneti e uliveti
Apostoli (Bivongi); Vigneti e uliveti
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
Apostoli (Bivongi); Gola di S. Vennara
Apostoli (Bivongi); Gola di S. Vennara
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis (foto Ivan leotta)
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
San Giovanni (Bivongi); Monastero di S. Giovanni Therestis
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli
Apostoli (Bivongi); Grangia dei SS Apostoli