Mongiana, Museo della fabbrica d'armi (MUFAR)

Il Museo della Fabbrica d'Armi

L’intervento di valorizzazione della Fabbrica d’Armi e delle Reali Ferriere di Mongiana ha lo scopo di realizzare un modello avanzato di fruizione, valorizzazione e gestione di un bene architettonico e culturale e dell’area circostante, capace di rafforzare i fattori di competitività dell'intera area e promuovere nuovi flussi turistici.

L’attenzione viene posta sul tema del turismo culturale e sulle nuove modalità di offerta delle informazioni al turista, risorse molto importanti per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Il percorso informativo sulla Fabbrica d’Armi e sulle Reali Ferriere di Mongiana e sul suo territorio si sviluppa attraverso una serie di strumenti di comunicazione integrata che comprendono la fornitura sia di elementi per la promozione e la sensibilizzazione dei cittadini e dei turisti sull’importanza del sito, sia di tutte le attrezzature necessarie alla gestione e alla fruizione del luogo attraverso modalità tecnologicamente avanzate.

Le applicazioni relative al percorso informativo e le relative attrezzature sono dislocate all’interno dei locali della Fabbrica d’Armi e lungo il percorso che si snoda dalla stessa Fabbrica d’Armi e arriva alla Fonderia vera e propria, per proseguire poi fino ai resti della ferriera Robinson dove si conservano i resti della fabbrica per ferri e lamine a cilindri e l’area del Cubilot, con la presenza di alcuni ambienti riferibili a magazzini, depositi, officine.

La riserva biogenetica e Villa Vittoria

La Riserva Naturale Biogenetica Statale è costituita da un bosco misto di latifoglio con presenze di abete bianco.

E' possibile la visita a piedi attraverso tre sentieri naturalistici segnati e tabellati. Sono possibili anche escursioni a cavallo. Nella Riserva è presente un rifugio.

La fauna è costituita dal inghiale, la martora, la faina, la puzzola, la donnola, il tasso, la lepre italica, la volpe, oltre che varie specie di uccelli nidificanti.

La vegetazione è composta in predominanza da castagno e da faggio con un'importante presenza di abete bianco. Tra le specie minori si riscontrano il pioppo bianco, il tasso, il salice comune, l'acero campestre.

Ai margini della riserva, nell'abitato di Mongiana c'è il Centro Polifunzionale di Villa Vittoria. Al suo interno vi si trova la scuola del Corpo Forestale stesso, gli uffici ed un centro di Educazione Ambientale.

Grazie ad una serie di sentieri tematici, il visitatore è portato a comprendere il significato dell’area protetta e sentire il bisogno di estendere i principi di gestione sostenibile dell’ambiente anche al di fuori dei suoi confini.

Il sentiero delle piante officinali, Il sentiero geologico, Il sentiero botanico, Il sentiero faunistico ne sono un esempio.

Il sentiero dei frutti perduti è specificatamente rivolto a quelle specie arboree fruttifere che in questo territorio sono state trascurate pur rivestendo un interesse alimentare apprezzabile. In realtà in molti casi proprio questi frutti conservano qualità organolettiche soddisfacenti, però a causa dell’aspetto poco appariscente non attraggono l’interesse dei coltivatori e dei consumatori.

Un villaggio per i lavoratori del ferro

Mongiana è una gemmazione di precedenti piccole ferriere, genericamente dette ferriere vecchie del bosco del demanio di Stilo. L’enorme consumo di carbone vegetale, unico combustibile usato nei processi di fusione, rendeva le ferriere industrie nomadi all'inseguimento di nuovi boschi da carbonizzare.

Nel 1771, distrutto il bosco di Stilo, i forni giungono in località Cima, detta poi Mongiana dal nome di un ruscello che scorreva sulla piana Stagliata – Micone, luogo questo, apparentemente ricco di acque, sicuramente folto di selve e non troppo distante dai giacimenti. Intorno al primo nucleo di forni si svilupperà il paese e, con l’introduzione delle prime leggi di tutela forestale, la ferriera perderà il carattere itinerante e assumerà quello di industria stabile.

In quell’area, sorse l’8 marzo del 1771, il primo nucleo di abitanti che avrebbe costituito in seguito (1852) il Comune di Mongiana, quale residenza per operai, artigiani e guarnigioni militari da impegnati nell’attività produttiva delle “Regie Ferriere e Fabbrica d’Armi”.

Per assicurare la prima manodopera necessaria, si accordarono franchigie dall’autorità baronale e diritti di asilo per cui anche i disertori ed altri fuorilegge furono attratti dall’iniziativa, costituendo la prima popolazione di quel luogo. Fu concessa l’esenzione del servizio militare e furono assegnati a tutti gli operai esentati dal servizio di leva, degli appezzamenti di terreno e 40 ducati per costruire una baracca dove abitare. Siccome, però, la disposizione topografica dei luoghi impediva che si potesse costruire un solo fabbricato in cui riunire le varie officine, gli edifici vennero costruiti in punti diversi, unitamente agli alloggi degli impiegati. Si realizzò anche una piccola Chiesa per uso del personale che lavorava nello stabilimento.

Mongiana, tra Archeologia Industriale e Natura

Il borgo di Mongiana è posto a circa 1000 m di altezza s.l.m., sul colle Cima, alle falde del monte Pecoraro, nell’alto bacino del  fiume Allaro.

La cittadina inizia a prender forma nel 1768, quando vengono costruite le prime case per ospitare gli operai impiegati nelle ferriere. Il suo sviluppo urbanistico, a differenza di altre realtà contemporanee, non è frutto di progettazione organica. Questa soluzione ha evitato di rendere l’abitato un’appendice esclusiva delle fabbriche.

Così, dopo la chiusura di quest’ultime, il paese ha continuato a sopravvivere grazie allo stretto legame che Mongiana ha conservato con l’ambiente circostante. Lungo l’attuale via Corso Vittorio Emauele III, sono ancora oggi riconoscibili, seppur ristrutturate e modificate, quelle che  erano le abitazioni degli operai.

La cellula abitativa tipo prevedeva al piano terra una stanza che fungeva da cucina; una scala che si raccordava con il piano superiore adibito a stanze da letto, mentre la legnaia, alla quale si accedeva tramite una botola inserita nel pavimento, si trovava sotto la cucina. Insieme alle abitazioni più popolari, sono presenti, nel piccolo centro, fabbricati di più ampio respiro architettonico, come ad esempio la casa del Comandante, la Caserma, o il palazzo Morabito che mettono in evidenza la parte nobile del tessuto urbanistico del borgo, sviluppatosi in maniera spontanea. 

Circondata da fitti boschi e aree naturalistiche di grande pregio, Mongiana, è oggi conosciuta  come la sede dell’ultima industria siderurgica della Calabria. Per molto tempo, tra vicissitudini varie, il piccolo centro, nato e cresciuto intorno all’industria, è stato il nucleo della produzione del ferro, di manufatti e armi per lo Stato. Qui furono costruite le rotaie per la prima ferrovia italiana (seconda in Europa), la famosa “Napoli-Portici”, e tutte le rotaie della linea ferroviaria che raggiungeva Bologna. Il famoso fucile da fanteria, denominato “Mongiana”, fu realizzato proprio in queste fabbriche.

Nel 1811, sotto il governo dei Francesi, il piccolo centro viene elevato al rango di comune, affiancato a quello  di Fabrizia, con il nome di Fabrizia-Mongiana. Con il ritorno dei Borbone al governo del Regno, Mongiana diviene frazione di Fabrizia, per poi conquistare l’autonomia  solamente  nel 1853 con Decreto Regio del 06 dicembre 1852.